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COME FARE TAVOLO IN RESINA E LEGNO TIPO FIUME (LIVE EDGE o River Table)

COME FARE tavolo IN RESINA E LEGNO TIPO FIUME (LIVE EDGE o River Table)

Stai cercando i materiali e le istruzioni per creare il tuo tavolo in legno e resina? In questo articolo, leggerete passo dopo passo tutte le fasi ed i consigli per evitare errori! Ma partiamo dall’inizio: cos’è esattamente un tavolo “tipo fiume” in legno e Resina?  I tavoli modello “fiume” sono tavoli in legno con una striscia di resina epossidica colorata o trasparente al centro. I bordi invece sono composti da tavole di legno grezze, sono quindi irregolari. Questa è la loro principale bellezza! Questi tavoli in Resina e Legno sono spesso molto costosi in negozio, ma per fortuna si possono facilmente creare da soli!

Di cosa hai bisogno per costruire un Tavolo il Legno e Resina?

– Una tavola di legno grezza (cioè una “fetta” di albero, piallata e spessa almeno 2-3 cm)

– Pellicola distaccante Shiny Shield

– Resina epossidica trasparente RESINPRO

– Pigmenti colorati (facoltativo)

– Due secchi per mescolare

– Un pennello usa e getta

– Carta vetrata

– Kit per lucidatura e un panno per lucidatura

 

Tavolo in resina epossidica e legno: ecco le fasi.

Passo 1: Scegli il legno giusto!

Questo passaggio è il più semplice, ma richiede tempo…

Per selezionare il tipo di legno per creare il tavolo modello “fiume” hai infinite scelte.  Da robusto e regolare a sinuoso con molti nodi ad un pezzo di legno  molto stretto. Qualsiasi difetto o irregolarità sarà riempito dalla resina Epossidica Trasparente! Puoi trovare queste “fette” di albero presso qualsia falegname o commerciante di legna!

Se hai scelto il legno per il tuo tavolo tipo fiume, è il momento di preparare il pezzo. Come regola generale, una fetta del tronco viene poi tagliata a metà ed i due pezzi vengono sperati creando poi un buco al centro che sarà riempito dalla resina epossidica. Questo crea il “fiume” nel mezzo che viene riempito con resina epossidica. Spesso i bordi del legno devono essere tagliati correttamente per raggiungere le giuste dimensioni. Se vuoi elimina le irregolarità con una levigatrice. Puoi rimuovere (o tenere) anche la corteccia: dipende dallo stile! Prenditi il ​​tempo per farlo per un risultato finale perfetto.

Step 2: Crea uno stampo per Resina Epossidica

Ora è il momento di fare uno stampo in cui saranno posizionati i pezzi di legno e dove verrà versata la resina epossidica Trasparente. Il più semplice è fabbricare un contenitore in truciolato laminato. È facile da segare ed è disponibile in formati più grandi. Se non hai gli strumenti, chiedi ad un falegname!

Rivesti poi la superficie interna con la pellicola distaccante SHINY SHILED, di facile applicazione, cha lascia la superficie regolare e brillante e non fa attaccare la resina. (Ecco il link per saperne di più:  https://www.resinpro.it/product/pellicola-distaccante-lucida-shiny-shield-per-creare-il-tavolo/)

Sigilla poi le fughe con semplice silicone, rimuovendo poi gli eccessi.

Step 3: Preparazione del legno

Prima di eseguire la colata di un tavolo tipo fiume in legno e resina, è importante applicare precedentemente uno strato epossidico generoso con un pennello o un rullo sui pezzi di legno (almeno la parte a contatto con la resina). Questo assicura che nessuna bolla d’aria fuoriesca dal durante la fase di catalisi della resina. Lasciare indurire la resina epossidica, carteggiare leggermente con una grana di 120, quindi applicare un’altra mano di resina epossidica. Questi strati impediscono all’aria di uscire dal legno e rimanere intrappolata nella colata. Quindi, applica sempre molta resina epossidica in questo passaggio.

Fase 4: la Colata in resina Epossidica

Se il legno è ben rivestito e indurito, può essere fissato nello stampo.  Incollatelo sul fondo versando 1-2 mm di resina epossidica trasparente, altrimenti rischierete che venga a galla!

Utilizzare la resina epossidica Trasparente RESINPRO , quindi versare strati fino a 2-3 cm di spessore. Se vuoi versare strati più spessi puoi usare la Resina Epossidica EPOXYTABLE (Per colate fino a 10 cm) – https://www.resinpro.it/product/epoxytable-resina-epossidica-per-colate-fino-a-10-cm/

Eventualmente puoi colorare prima la resina con pigmenti Fluo, paste coloranti Color Fun o Pigmenti Metallici SAHARA (https://www.resinpro.it/product-category/coloranti-e-pigmenti/ )

Mescolare accuratamente la resina e l’indurente e aggiungere i pigmenti desiderati.

Mescolare delicatamente per almeno 3 minuti.

Colate la resina nella vena centrale e dopo 5-10 minuti passare la superfice con una pistola termica per eliminare le bolle.

Dopo la polimerizzazione, il tavolo è pronto per ulteriori lavorazioni. La resina epossidica, una volta indurita è tagliabile, levigabile e fresabile come normale legno.

Passo 5: applicare i piedi

È tempo di preparare i piedi del tuo tavolo il legno e resina epossidica.  Puoi usare metallo o legno. Una piccola quantità di resina epossidica nel foro garantisce che le viti o i bulloni non vengano via.

Passo 6: Lucidare

Se hai seguito attentamente tutti i passi per costruire un tavolo “fiume” in legno e resina epossidica ora ti resta solo da lucidare la parti che si sono graffiare nella levigatura o nel taglio .

Per lucidare l’epossidica è necessario prima utilizzare carta abrasiva fino a grana 3000 e poi utilizzare una pasta lucidante specifica per plastica. Sul sito www.resinpro.it trovi in kit completo per la lucidatura della resina

Ora hai il tuo tavolo in resina e legno modello di fiume! Super cool e sicuramente un buon argomento di conversazione quando hai ospiti! Vuoi saperne di più o hai bisogno di ulteriori consigli? Allora contattaci!

Le foto di questo articolo sono oggetti realizzati dai nostri clienti che hanno utilizzato i prodotti RESINPRO

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COME SI USA LA RESINA EPOSSIDICA: TRUCCHI E GUIDA GENERALE


Definizione: La resina epossidica è un Polimero liquido bicomponente, termo – indurente. 

Al di là delle definizioni “tecniche”, la resina epossidica è un prodotto liquido che,  se esposto ad una temperatura minima di 10-15°C, inizia a catalizzare diventando quindi solida.

Qui di seguito alcuni punti “fondamentali” per chi si avvicina per la prima volta a questo prodotto.


Come si dosa la resina?

Essendo un bi-componente, avete a disposizione 2 flaconi , uno contenente la resina “A” e l’altro l’indurente “B”.

Equipaggiarsi di una bilancia elettronica per pesare i grammi e un contenitore dove unire i liquidi

  • Mettete la quantità di A che pensate vi serva, cercando di avere una cifra tonda in grammi (es. 200g) , questo renderà più facile il conto di quanto indurente aggiungere.
  • Ogni prodotto indica sul flacone di B (o anche su entrambi) il rapporto di impiego .
  • Facciamo un esempio con 100A : 60 Si moltiplicano i grammi di A precedentemente pesati (200g) si moltiplicano per 60 e poi si dividono per 100, per ottenere di grami di B da aggiungere.
  • Esempio Pratico (rapporto 100:60)
  • 40g componente A. quanto componente B devo aggiungere?
  • Soluzione à 40/100 = 0,40 à    0,40×60= 24.  Cioè 24g di B
  • Questa formula è utilizzabile per ogni rapporto di impiego, 100:50, 100:30, ecc.

Come si prepara la resina?

Una volta dosata accuratamente, la resina va mescolata in maniera irregolare (quindi non sempre nella solita direzione)  per almeno 2-3 minuti.Questa parte è fondamentale, dato che se si mescola solo per pochi secondi, a livello molecolare non sarà ben omogenea, e quindi resterà morbida/opaca in alcune parti.


Quanto diventa “dura” la resina?

Il grado di durezza dipende dalla formulazione , dal tempo di riposo e dalla temperatura di catalisi.

Inoltre la resistenza meccanica della resina continua ad aumentare fino a 4-5 giorni dopo l’applicazione.

Quindi dopo 24h ore potrà sembrare ancora morbida, ma nei giorni seguenti continuerà ad indurirsi fino a diventare come una plastica “dura” (diciamo “simil-plexiglass”, volendo dare un metro di misura).


In quanto si solidifica la resina epossidica? Si può accelerare il processo di indurimento?

Anche in questo caso dipende dalla formulazione e dalla temperatura

Ad ogni modo essendo un polimero “TERMO-INDURENTE”, più si espone al calore e più veloce è la catalisi.

Come regola generale, ogni 10°C in più , il tempo di catalisi, dimezza.

Esempio

  • 20°C 3h00’
  • 30°C 1h30’
  • 40°C 0h45’

Per accelerare la catalisi quindi è sufficiente tenere la colata vicino ad una fonte di calore (anche un semplice termosifone). Attenzione però a non riscaldare delle colate superiori ad 1 cm di spessore. Infatti la resina potrebbe riscaldarsi troppo per via dell’effetto massa (che trovate spiegato nella guida).


Effetto  “Massa”

Questo termine si una per descrive il fenomeno di esotermia (cioè rilascio di calore) che si presenta quando si cola la resina in alti spessori (maggiori di 1 cm). Infatti le molecole di A, legandosi con le molecole di B, rilasciano calore, che viene subito disperso in caso di spessori minimi. Quando invece lo spessore della colata è più alto di 1 cm, il calore viene dissipato più lentamente  quindi la colata inizia a riscaldarsi.

Questo riscaldamento accelera ulteriormente la reazione , che fa si che la temperatura si alzi ancora di più. Per questo motivo bisogna evitare di colare troppa resina tutta in una volta, onde evitare che “cuocia” (creando crepe, bolle e scurendosi).


La resina ingiallisce?

Tutte le resine (anche con “pubblicizzati” filtri UV) prima o poi, se esposte alla luce del sole, tenderanno a cambiare colore, virando verso una tonalità ambrata. Possono volerci poche settimane o molti anni in base all’esposizione alla luce solare (all’esterno ingiallirà prima), allo spessore della resina (più è spessa e prima si vedrà) ed al tipo di colorazione. Ad esempio se la resina è colorata di un colore “forte” come il rosso od il nero, l’ingiallimento non si vedrà.. mentre se è bianco o rosa, si potrà notare prima

Le resine sono di norma caratterizzate da un basso ingiallimento e possono essere quindi usate per manufatti a cui viene richiesto di non cambiare colore per diversi anni (se tenuti all’interno di un abitazione), come quadri, tavoli o gioielli.


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Come eliminare opacità superficiali o piccole increspature formatesi appena solidificata?

Queste opacità superficiali (soprattutto nella stagione fredda) sono il risultato dell’effetto dell’umidità ambientale, che crea una patina sulla superfice della colata. All’inizio non si nota, ma appena solidificata, possono vedersi aloni opachi ed addirittura una pellicola increspata, in alcuni punti.

Per evitare questo fenomeno ci sono diverse strategie:

  • Lavorare in ambiente a bassa umidità (deumidificato) o riscaldato;
  • Riscaldare i 2 componenti prima di colarli (per esempio tenendoli sopra un termosifone);
  • Miscelare la resina con l’indurente e applicarla solo quando inizia a scaldare (di modo che la reazione inizia quando è ancora nel contenitore). Questa operazione è fondamentale, ma richiede un minimo di attenzione.
  • Infatti la resina (in base alla quantità preparata, per via dell’effetto “massa”) può necessitare di qualche decina di minuti prima di scaldarsi. Andrebbe controllato ogni 5 minuti e non appena raggiunge i 40°C (quando cioè è più calda della nostra mano), può essere applicata. In questo modo una parte delle molecole ha già reagito ed è quindi meno vulnerabile all’umidità ambientale. Attenzione però a non aspettare troppo tempo prima di colare, altrimenti rischiate che si solidifichi nel contenitore!
  • Sarebbe buona norma non applicare di sera o quando piove (dato che l’umidità ambientale aumenta).
  • Non applicare su supporti che contengono ancora umidità come, ad esempio, cemento fresco o legna non essiccata.

Come si lucida la resina?

Esistono diversi metodi. Molto dipende dalle dimensioni e dalla regolarità della superficie che si deve lucidare.

Più una superficie è grande (oppure irregolare, come ad esempio un gioiello od una miniatura) e più conviene utilizzare una vernice spray. L’ideale è lo spray poliuretanico trasparente che si usa per la laccatura dei mobili. Se non fosse disponibile (come ripiego di facile reperibilità) si può usare lo spray acrilico trasparente che si trova dal ferramenta. Ad ogni modo almeno 2-3 mani spray sono necessarie per avere una buona finitura.

Il metodo che sicuramente garantisce il migliore effetto estetico è la lucidatura manuale con carta abrasiva (fino a grana 1500) e poi concludere con il classico  “polish” (cioè la pasta lucidante) che si usa per lucidare la plastica dei fanali dell’auto. Questa tecnica però richiede esperienza ed una lucidatrice orbitale, altrimenti rimarranno sempre graffi ed irregolarità. Consigliato solo ai professionisti con adeguato equipaggiamento, e per oggetti non troppo grandi ed abbastanza regolari.

Un altro metodo è applicare con un pennello (o per colata) una finitura di resina epossidica (dopo aver levigato fino alla grana 400).

Il consiglio è aspettare che la resina diventi più viscosa (lasciando riposare nel contenitore dopo averla preparata) e quindi raggiunga una consistenza più vicina al “miele”. A quel punto si può iniziare ad applicarla con un pennello (oppure per colata, se si vuole ottenere un effetto a specchio).


Come si eliminano le bolle d’aria dalle colate di resina?

Nonostante sia necessario, per eliminare le bolle al 100% sono necessari de-gassificatori, ci sono alcuni trucchi che possono aiutarci a ridurre al massimo la presenza delle bolle nella creazione.

  1. mescolare la resina per un tempo più lungo ma in maniera più delicata
  2. quando si cola la resina, cercare di non farla precipitare dall’alto , ma colarla sempre più vicino alla superficie possibile
  3. una volta mescolata la resina lasciarla risposare qualche minuto, per far risalire le bolle d’aria
  4. una volta colata, passare una fonte di calore (pistola termica o fiamma, NON phon) per far scoppiare le bolle in superficie

Una volta indurita la resina si può levigare, tagliare o bucare?

Certamente. Una volta ben catalizzata (24h-48h) in base alla temperatura di catalisi, la resina si può lavorare come normale plastica dura.


Con cosa si può colorare la resina?

In pratica con qualsiasi cosa. Incluse polveri, terre, pigmenti metallici. Finchè i coloranti sono “secchi” (esempio polveri o sabbia) non ci sono problemi (purché siano perfettamente asciutti).

Quando invece si vogliono aggiungere colori in pasta o liquidi, bisogna verificare che siano compatibili con le resine epossidiche.

Nel caso non fossero compatibili (esempio smalti o tempere) se ne possono aggiungere solo poche gocce, in quanto un eccessivo dosaggio potrebbe compromettere la meccanica della resina e la sua lucidità (per esempio rendendola più morbida o appiccicosa).


Volendo riassumere… le Tre Regole d’Oro

Dato che è difficile ricordare tutti i consigli, per chi è alle prime armi consigliamo di focalizzarsi su 3 punti fondamentali:

  1. Dosaggio e miscelazione corretti con bilancia elettronica e miscelazione di almeno 2 minuti.
  2. Applicazione a temperatura minima di 20°C evitando ambienti (o superfici) di applicazione umidi (se non si è sicuri dell’umidità, lasciar riscaldare la resina prima di colarla, come descritto all’inizio della guida).
  3. Utilizzo di una pistola termica / fiamma per eliminare le bolle in superficie .

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