Differenze tra rivestimenti a base di cemento ed epossidici
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Quick answer
I rivestimenti a base di cemento e quelli epossidici sono due sistemi differenti per pavimenti e pareti: i primi producono superfici opache e materiche, mentre i secondi creano una finitura lucida, impermeabile e molto resistente all’usura. La scelta dipende dall’effetto estetico desiderato, dal tipo di ambiente e dall’uso previsto della superficie.


Capire queste differenze aiuta a evitare errori di applicazione e a scegliere il prodotto più adatto, soprattutto quando si rinnova una parete o un pavimento esistente.
Finitura, impermeabilità e resistenza
I rivestimenti cementizi offrono un aspetto opaco e materico, molto apprezzato negli ambienti contemporanei. Non vanno confusi con un semplice intonaco: prodotti come ResinCem sono formulati per aderire a superfici esistenti senza demolizioni e per colorarsi in modo personalizzato. Per ottenere l’impermeabilità, però, serve una finitura protettiva trasparente.
I rivestimenti epossidici, invece, sono impermeabili e possono avere un aspetto lucido. Sono indicati dove serve resistenza all’usura, al calpestio e all’acqua, come dimostra EASYFLOOR, un sistema bicomponente autolivellante che aderisce anche su superfici umide o irregolari.


Quando preferire un rivestimento cementizio o epossidico
La scelta pratica si basa soprattutto su tre fattori: l’aspetto che si vuole ottenere, il livello di impermeabilità richiesto e la frequenza d’uso della superficie.
- Finitura opaca e materica: orientarsi su un microcemento o rivestimento a base di cemento.
- Finitura lucida e massima resistenza all’usura: preferire un sistema epossidico.
- Ambienti con umidità o superfici irregolari: valutare un epossidico autolivellante, che può lavorare anche in condizioni difficili.
- Applicazione senza demolizioni: molti rivestimenti cementizi decorativi sono pensati per essere stesi su piastrelle e supporti esistenti.
Cosa considerare prima dell’applicazione
Per i rivestimenti a base di cemento è importante controllare il fondo e prevedere un protettivo finale se la superficie entrerà in contatto frequente con l’acqua. Per i sistemi epossidici occorre valutare la preparazione del supporto e, se necessario, la compatibilità con l’umidità residua. In entrambi i casi, seguire le indicazioni del produttore sulla temperatura e sui tempi di asciugatura evita problemi di adesione.

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