Usare sempre coloranti compatibili con la tipologia di resina
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Quick answer
La compatibilità tra colorante e resina è un requisito tecnico da verificare prima di iniziare qualsiasi progetto. I coloranti in pasta per resine epossidiche e acriliche non sono adatti alle resine poliuretaniche, mentre altri pigmenti liquidi possono essere formulati per entrambi i sistemi. Usare un colorante non compatibile può causare separazione del colore, grumi, superfici opache o una catalisi irregolare. Controllare l’etichetta e la scheda tecnica evita difetti difficili da correggere.


In pratica, prima di aggiungere qualsiasi colorante alla resina, conviene verificare la formulazione indicata dal produttore: non tutti i pigmenti funzionano allo stesso modo su epossidica, poliuretanica o acrilica. Questa pagina raccoglie i criteri essenziali per scegliere il prodotto giusto e usarlo senza compromettere il risultato.
Come riconoscere un colorante compatibile
La regola base è abbinare il colorante alla chimica della resina. Per le resine epossidiche si usano comunemente paste coloranti, pigmenti in polvere e coloranti a base solvente; quelli a base acqua sono generalmente da evitare perché possono interferire con la miscela. Per le resine poliuretaniche serve un colorante specifico o una formulazione dichiarata compatibile: la pasta ColorFun, ad esempio, è indicata per resine epossidiche e acriliche ma non per le poliuretaniche Resin Pro.
- Resina epossidica: paste coloranti, pigmenti in polvere, paste metalliche.
- Resina poliuretanica: solo coloranti specifici o formulazioni compatibili dichiarate.
- Da evitare: coloranti a base acqua, smalti o tempere non formulati per resina.


Dosaggio e aggiunta al componente giusto
Anche un colorante compatibile va introdotto nel modo corretto. Le paste per resina epossidica si aggiungono di norma al componente A e si mescolano prima di unire il componente B. Le percentuali consigliate variano da prodotto a prodotto: per la pasta colorante ColorFun si parte da dosi minime per effetti trasparenti fino a circa il 5% per coperture intense, senza superare i limiti indicati.
- Mescola lentamente per evitare bolle d’aria.
- Aggiungi il colorante in piccole quantità e valuta il colore su un campione.
- Non superare la percentuale massima consigliata per non alterare la catalisi.
Segnali che indicano un colorante sbagliato
Se dopo la miscelazione compaiono striature persistenti, separazione del pigmento, aspetto lattiginoso o la resina non indurisce in modo uniforme, è probabile che il colorante non sia adatto al sistema. In questi casi conviene interrompere il lavoro, preparare un piccolo campione di prova e passare a una formulazione compatibile.
Fare una prova su piccola scala è il metodo più sicuro per verificare compatibilità, tonalità e comportamento durante l’indurimento prima di impegnare tutto il materiale.

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Una volta individuato il colorante compatibile, la qualità del risultato dipende ancora dalla fase di miscelazione: la guida su come mescolare con cura i coloranti nella resina epossidica spiega come ottenere sfumature uniformi senza grumi e senza alterare la resina.
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