Pigmenti e inclusioni nella resina per bijoux
← Torna a Realizzazione bijoux resina epossidica
Quick answer
I pigmenti e le inclusioni nella resina epossidica per bijoux sono elementi decorativi che si aggiungono alla miscela prima dell’indurimento per ottenere colori, riflessi e profondità su orecchini, pendenti e anelli. La loro riuscita dipende dalla compatibilità con il sistema resina-indurente e dal dosaggio: quantità eccessive possono compromettere trasparenza, catalisi e resistenza finale. Verificare sempre il tipo di materiale e fare prove su piccoli volumi consente di mantenere un risultato pulito e duraturo.


In ambito bijoux, pigmenti e inclusioni servono a personalizzare ogni pezzo, ma non tutti i materiali si comportano allo stesso modo. Alcuni coloranti sono studiati per disperdersi in modo uniforme, mentre glitter, foglia metallica o fiori secchi richiedono attenzione alla trasparenza e alla posa in strati sottili.
Materiali compatibili e come sceglierli
Per i bijoux in resina epossidica si possono usare pigmenti in polvere, coloranti in pasta, inchiostri specifici, glitter, foglia oro o argento e piccole inclusioni secche come fiori stabilizzati o microperle. La regola di base è verificare che il materiale sia asciutto e non rilasci acqua o solventi nella resina: l’umidità può interferire con la catalisi e creare opacità. Una resina a bassa viscosità, come LIQUIDISSIMA, aiuta a distribuire meglio pigmenti e inclusioni riducendo le microbolle.
- Coloranti e pigmenti in pasta o polvere: si disperdono facilmente e permettono di controllare l’intensità del colore.
- Glitter, foglia metallica e polveri brillanti: aggiungono riflessi senza coprire del tutto la trasparenza se dosati con moderazione.
- Fiori secchi, carta, piccoli oggetti porosi: vanno sigillati o usati in strati sottili per evitare bolle e aloni.


Dosaggio e trasparenza: quanto aggiungere
La quantità di pigmento o inclusione va sempre valutata in relazione al volume di resina preparato. Aggiunte eccessive possono rendere il pezzo opaco, rallentare o impedire l’indurimento e aumentare la presenza di bolle. Per i coloranti liquidi o in pasta è utile partire da piccole gocce o puntine e miscelare prima di valutare l’intensità.
Un buon metodo è preparare piccoli campioni su stampi usa e getta: si osserva come il colore cambia dopo catalisi e se la trasparenza resta adeguata. Per le inclusioni più grandi, come fiori secchi o foglia metallica, è preferibile colare in due fasi: un primo strato sottile di resina, l’inserimento del decoro e un secondo strato di copertura.
Quando è importante la compatibilità
La compatibilità diventa critica quando il bijoux deve mantenere trasparenza elevata, quando si lavora con resine a catalisi rapida o quando il pezzo è destinato al contatto prolungato con la pelle. In questi casi conviene scegliere pigmenti specifici per resina epossidica e non improvvisare con materiali non testati.
Se l’obiettivo è un gioiello trasparente con un accento colorato, meglio aggiungere il pigmento in percentuale molto bassa e aumentare gradualmente. Se invece si cerca un effetto pieno, si può osare di più, ma sempre rispettando i limiti indicati dal produttore della resina.

Prodotti correlati
Guide correlate
Pigmenti e inclusioni sono uno dei modi più efficaci per rendere unico un bijoux in resina, ma il risultato dipende da materiali compatibili e dosaggi equilibrati. Per completare l’attrezzatura e scegliere la resina più adatta alla tua lavorazione, puoi consultare la guida sulla realizzazione di bijoux in resina epossidica e valutare resine e kit già predisposti per questo tipo di progetti.
Google