Pigmenti per resina epossidica e poliuretanica: come sceglierli
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Quick answer
I pigmenti liquidi compatibili con resine epossidiche e poliuretaniche sono coloranti concentrati formulati per disperdersi in entrambe le famiglie senza compromettere la catalisi o la trasparenza. Non tutti i pigmenti liquidi offrono questa doppia compatibilità: alcuni sono sviluppati solo per sistemi epossidici o acrilici, mentre altri, a base acqua, possono creare problemi. La conferma del produttore è quindi essenziale prima dell’uso su poliuretanico o epossidico.


Quando un progetto prevede l’uso alternato o combinato di resine epossidiche e poliuretaniche, conviene orientarsi su pigmenti dichiarati compatibili con entrambe. In questo modo si evitano separazioni, perdita di intensità o difetti di indurimento, soprattutto nelle colorazioni trasparenti e nei rivestimenti sottili.
Come riconoscere un pigmento a doppia compatibilità
La compatibilità non dipende solo dal fatto che il pigmento sia liquido, ma dalla sua formulazione. I coloranti pensati per resine epossidiche e poliuretaniche sono spesso a base solvente e ad alta concentrazione, e vengono indicati dal produttore come adatti a entrambi i sistemi. Un esempio pratico è rappresentato dai coloranti su misura compatibili con entrambe le resine.
Prima dell’acquisto è utile verificare due aspetti:
- la scheda tecnica o l’etichetta riporta esplicitamente la compatibilità con resine poliuretaniche;
- il prodotto non è a base acqua, perché l’acqua può interferire con la catalisi o causare opacità.


Dosaggio e miscelazione senza errori
Nei sistemi epossidici e poliuretanici è meglio aggiungere il pigmento in piccole quantità, mescolando bene prima di valutare l’intensità. Una regola prudente è partire con dosaggi minimi e aumentare gradualmente, senza superare la percentuale indicata dal produttore.
Per una resa uniforme:
- agitare il pigmento prima dell’uso;
- aggiungerlo nel componente o nella fase indicata dalla scheda tecnica;
- eseguire una piccola prova prima del lavoro definitivo.
In questo modo si mantiene la trasparenza quando serve e si riduce il rischio di striature o punti non catalizzati.
Quando la doppia compatibilità fa la differenza
Questo aspetto diventa importante quando si lavora su superfici in cui coesistono strati o dettagli con resine diverse, oppure quando si tiene a magazzino un solo set di coloranti per più tipi di lavorazione. In molti progetti di pigmentazione per guaine fibrata, poter usare lo stesso pigmento su una base epossidica e su finiture poliuretaniche evita cambi di tonalità e semplifica la formulazione.
Se invece si usa esclusivamente resina epossidica, può bastare una pasta colorante specifica; per il poliuretanico serve comunque un prodotto dichiarato compatibile.

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La scelta del pigmento giusto è parte integrante del lavoro con pigmenti per colorare guaine fibrata: verificare la compatibilità con resine epossidiche e poliuretaniche aiuta a ottenere colori stabili e una catalisi corretta anche nei rivestimenti più sottili.
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