I CONSIGLI DEGLI ESPERTI

COME RESTAURARE UN MOBILE IN LEGNO ROVINATO DAL TEMPO E DALLA NONCURANZA CON LA RESINA EPOSSIDICA E QUALCHE ACCORTEZZA IN PIU’

COME RESTAURARE UN MOBILE IN LEGNO ROVINATO DAL TEMPO E DALLA NONCURANZA CON LA RESINA EPOSSIDICA E QUALCHE ACCORTEZZA IN PIU’

Nel corso di questi nostri appuntamenti abbiamo potuto mostrare come la resina epossidica è utilizzabile nei settori più disparati: nel campo artistico, edile, industriale, ma anche del restauro di mobili antichi in legno.

Ci teniamo a dire che questa procedura è per chi ha confidenza con la resina epossidica perché, nonostante sia di semplice applicazione, si lavora su un pezzo unico in legno che si presume abbia un valore. Consigliamo dunque di non improvvisarsi e impratichirsi prima di entrare in azione, magari affiancandosi ad un artigiano di mobili, falegnami specializzati nella preziosa lavorazione di legni pregiati.

Diversi sono i motivi per cui un mobile in legno può rovinarsi:

  • Insetti xilofagi, come i tarli
  • Funghi
  • Agenti chimici aggressivi presenti nell’aria
  • Esposizione alla luce solare e ultravioletta
  • Temperatura e umidità che non rispettano il livello ottimale di 22 °C  e 58/60%
  • Riparazioni o restauri con materiali non adatti

Una delle migliori resine per restaurare mobili antichi in legno, conferendogli un effetto lucido e rafforzandone la superficie è Resipro Trasparente, un prodotto bicomponente da miscelare nelle giuste proporzioni secondo quanto indicato sulla confezione. Viene utilizzato anche per creazioni artistiche, di tavoli e superfici, modellismo, pavimentazioni artistiche, riparazioni in vetroresina, rivestimenti protettivi da esterno. Se un mobile dunque è danneggiato in modo irreparabile si può sempre sfoderare la creatività e immaginare di rinnovarlo con delle colate di resina epossidica trasparente o colorata, arrivando anche allo spessore di 3 cm.

Per l’inglobamento si procede con la lavorazione al suo stadio liquido prestando attenzione a farla insinuare nelle fessure senza farla fuoriuscire.  Per evitare questo inconveniente si può utilizzare della creta o della gomma siliconica, semplice da togliere senza macchiare.

Nella fase di gelificazione la resina epossidica ha una consistenza collosa, non è più lavorabile e bisogna lasciarla asciugare in tempi che vanno dalle 6 alle 24ore.

Una volta solidificata, può essere carteggiata o modellata a secco.

Vi aspettiamo nelle prossime puntate per parlare di un altro prodotto nuovissimo, realizzato per questo genere di interventi a contatto con il legno: Epoxywood!

 

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